Special project # 11, The Legacy of Allan Kaprow by Pasquale Polidori

Intervista | Marialaura Ghidini e Rebekah Modrak. Part II

by Elena Giulia Abbiatici |     11 maggio 2017
Ci sono stati scambi positivi tra artisti e acquirenti? Che tipo di pubblico ha risposto?

ML: Ho risposto a questa domanda sopra. Ma riguardo alla tua domanda sul «qualificare» gli scambi, direi che la maggioranza sono stati scambi produttivi. In un paio di casi hanno condotto anche ad azioni che hanno dato il via a collaborazioni che hanno spostato la relazione tra artista e acquirente, tra opera d’arte e spettatore, paternità dell’opera e produzione, offrire curatela ed essere curato. Escludendo il caso di Guido Segni— invitato dal curatore ospite Domenico Quaranta—che si è appropriato dell’opera di JODI, BESTBUY JODI ON EBAY (from #exstrange auction), per poi venderla come un’opera d’arte dal doppio «autore», la EBAY shopping bag di JODI, l’opera di Garret Lynch, ART, LIMITED EDITION, PRINT | Auction action – commission an artwork, ha trasformato l’acquirente vincitore in un committente. L’artista—invitato dalla curatrice ospite Gaia Tedone—ha utilizzato la somma pagata dal vincitore dell’asta «per usare altri servizi venduti su eBay per produrre e personalizzare gli articoli che poi ha assemblato come un’opera d’arte». Con Drawing Conversations, Gagan Singh si è offerto per avere delle conversazioni con il proprio acquirente che poi avrebbero portato alla creazione collaborativa dei disegni che rappresentano il loro incontro, ponendo l’accento sul suo obiettivo di diventare «il pensiero dell’acquirente». Uno degli 11 curatori ospiti che hanno partecipato al progetto, Tedone, ha inoltre deciso di creare la sua asta personale, Curatorial Consultancy with Cassini on #exstrange. Ha offerto un servizio di consulenza personalizzata basata sulla sua «collaborazione» con l’algoritmo Cassini, che ha inoltre portato alla creazione di un’ulteriore asta da parte di Alessandro Sambini, Portable Wildlife Image Instance.

RM: Continuando con gli esempi di collaborazioni artistiche che sono nate con #exstrange, LEXX Exhibitor Space con Fernanda Palomino e Marek Wolfryd ha lanciato Concession Carts con l’intento di vendere un chiosco mobile per un artista da utilizzare come un intervento creativo per «far circolare le idee» proprio come altri carretti distribuiscono cibo. Invece, l’offerente aggiudicatario (residente negli USA) ha proposto di affittare il veicolo per co-curare un periodo di 12 mesi di mostre, performance e interventi «a cicli» a Cholula, Puebla; LEXX si riserverà la proprietà del veicolo, ospiterà il carretto, e promuoverà incontri in loco. Questo è stato un grande esempio di negoziazione tra l’offerente e il venditore che si è leggermente discostata dall’intenzione originaria, nella speranza di uno scambio più sostanziale e internazionale. Porch Jesus di Eno Laget ha portato a una direzione inattesa. L’artista ha realizzato l’opera come una risposta politica e leggermente umoristica alle preoccupazioni in merito al fenomeno della gentrificazione di Detroit e i primi cento giorni della presidenza di Trump. Acquistato da una famiglia locale, Laget ha consegnato l’opera sacramentale a Kate e suo marito Tony, un veterano bloccato in casa affetto da SLA. Kate ha detto a Laget «voleva il Gesù perché averlo rende la sua casa più simile a un santuario, un luogo isolato ma sicuro dove trascorrere gran parte del suo tempo prendendosi cura di Tony e dei figli». Quando le è stato chiesto perché avesse offerto molto più del prezzo stabilito, ha risposto «Ho bisogno di circondarmi di cose belle e che mi diano speranza. Valeva molto di più». Laget è rimasto profondamente toccato dall’incontro con la famiglia e dalla loro conversazione e ha donato tutto il ricavato al Southern Poverty Law Center.

Potete darci esempi di opere che hanno scosso i diversi volti dell’economia, come il prezzo di scambio tra il ricavato della vendita e le transazioni di rivendita -l’(in)consapevole accettazione dei termini del servizio online che può essere letto come un’operazione d’asta di una vita completa?

ML: Parecchie opere hanno voluto evidenziare come i termini e le condizioni siano spesso trascurati nel nostro uso quotidiano dei servizi online. I will accept your terms of service di Huaqian Zhang—invitato dal curatore ospite Bani Brusadin— ha portato questo aspetto al centro del

dibattito vendendo una fede nuziale in argento con l’incisione della scritta «Accetterò i tuoi termini di servizio». L’artista ha offerto un promemoria fisico di come tutti noi accettiamo cecamente ogni giorno la presenza di Google e altri servizi online. Yastika Shetty, uno dei miei studenti che ho invitato a partecipare al progetto quale parte di una classe, ha offerto all’acquirente un’opportunità di appropriarsi di un’identità e di «decorarla». Ha messo in vendita articoli che appartenevano a lei e che contenevano alcuni dei suoi tratti biologici, come una ciocca di capelli. L’opera, This Identity, ha espresso osservazioni sui programmi governativi di digitalizzazione che valutando i tratti biologici, riducono un’identità a una serie di informazioni che possono essere lette attraverso algoritmi. L’opera di Robert Sakrowski, video – webwork as web.pilgrimage for #exstrange, ha offerto una visione unica su come le azioni che eseguiamo online siano spesso una forma di lavoro che non è quantificabile e spesso trascurata, divenendo al contempo anche un mezzo che trasmette dati preziosi all’interno di algoritmi e quindi dentro gli stessi servizi utilizzati. Un’altra opera che ha osservato la (de)valorizzazione del lavoro creativo è stata quella di Carlo Zanni, Life Is A Delicate negotiation, 2017.

RM: In quell’opera, Zanni ha utilizzato le tecniche di negoziazione dell’FBI basate sullo sviluppo dell’empatia, per percorrere le sfide rappresentate dalla partecipazione a una mostra senza finanziamenti. In un certo senso, nel nostro ruolo di curatrici, eravamo il pubblico di questo lavoro, insieme agli artisti che si trovano ad affrontare gli stessi dilemmi e i collezionisti potrebbero non comprendere la valutazione dell’arte.

Un’opera che qui viene in mente è LongFormRelationship (LFR) Network di Mary Ayling, che rappresenta un impegno per tutta la vita verso una rete di un solo individuo (Ayling), utilizzando la «tecnologia low», ovvero carta e penna. Ayling ha venduto tre reti, una di loro per $0,01, i cui costi di spedizione coprono solo il costo di una lettera, non 53,12 anni di corrispondenza. Il prezzo originario di Ayling aveva incluso i costi di spedizione per la sua intera durata di vita stimata, ma ha poi ha cambiato volentieri il prezzo a $0,01 perché l’opera era parte di uno studio sulla scelta dei consumatori che richiedeva un prezzo iniziale basso. Ayling ci ha detto: «A seconda di come proseguirà la nostra corrispondenza, alla fine, uno di noi avrà investito più dell’altro. Il che sembra essere il modo in cui funzionano gran parte degli impegni. In tutta onestà, sono terrificata dal progetto. Saprò essere una brava comunicatrice per tutta la vita? quali sono le loro aspettative quali sono le mie? Queste reti saranno utili o dannose? o neutrali? Oggi ho interrotto un pranzo a cui io e il mio compagno stavamo partecipando insieme a uno dei suoi potenziali nuovi datori di lavoro perché avevo l’impegno di andare all’ufficio postale per inviare in tempo la lettera di John [l’offerente vincitore dell’asta]».

Come sta procedendo #exstrange e come intendete svilupparlo?

ML: L’ultima asta di #exstrange è Your Own Named Exhibit Within the Museum of Capitalism di FICTILIS che è stata postata il 4 aprile 2017. Offre all’acquirente l’opportunità di acquistare i diritti di titolazione di una mostra; una mostra progettata e creata dagli artisti il cui budget sarà la cifra dell’offerta vincente. Oltre il 60% delle opere d’arte sono state vendute.

RM: In questo momento stiamo lavorando al libro #exstrange che documenterà tutte le opere d’arte e gli scambi, inclusa una mappa che mostra il percorso delle transazioni. Il libro comprenderà saggi commissionati di scrittori come Padma Chirumamilla (che scrive dalla prospettiva della tecnologia), Mark Dery (relativo al culture jamming e all’arte), Lawrence Liang (proprietà intellettuale e dominio pubblico), Gaia Tedone (studi curatoriali), Rob Walker (il mercato), e Renee Carmichael (la coreografia di eBay quale piattaforma). Il libro sarà pubblicato e disponibile a giugno 2017.

ML: Per quanto riguarda il futuro, vedremo…


Questa la seconda parte dell’intervista di Elena Giulia Abbiatici a Marialaura Ghidini e Rebekah Modrak. Potete visitare qui la prima parte.
#exstrange è una piattaforma espositiva live per tutti coloro che amano usare eBay come canale di creazione, produzione e distribuzione, che invita a riflettere sul commercio digitale non solo quale strumento di vendita ma, anche come attivatore di processi relazionali. #exstrange è iniziato con l’invito curatoriale di Marialaura Ghidini e Rebekah Modrak rivolto a ventuno artisti per il lancio di un’opera d’arte/asta della durata di sette giorni. Una di queste aste viene lanciata ogni giorno, a partire dal 15 gennaio 2017. La fase successiva del progetto è iniziata il 5 febbraio 2017, in cui curatori ospiti di tutto il mondo invitano ciascuno tre artisti a partecipare alla mostra.

immagini:  (cover 1 – 2) Huaqian Zhang, “I will accept your terms of service — Wedding Ring #exstrange,” eBay auction launching on February 17, 2017, originating in Barcelona, Spain. Courtesy of Huaqian Zhang. Curator: Bani Brusadin. (3) Tara Kelton, “Human Internal Memory Storage #exstrange,” eBay auction launching on January 16, 2017, originating in Bangalore, India. Courtesy of Tara Kelton. Curators: Marialaura Ghidini and Rebekah Modrak. (4 – 5) Matt Kenyon, “1000 Rupees Indian Currency – Erased Currency #exstrange,” eBay auction launching on January 20, 2017, originating in Providence, Rhode Island, USA. Courtesy of Matt Kenyon. Curators: Marialaura Ghidini and Rebekah Modrak. (6) Silvio Lorusso, “Programmed Leisure, #exstrange,” eBay auction launching on January 25, 2017, originating in Rotterdam, Netherlands. Courtesy of Silvio Lorusso. Curators: Rebekah Modrak + Marialaura Ghidini.

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