Un pomeriggio a casa del critico e studioso di teatro, danza e arti visive Michele Pascarella, per ‘avvicinarsi – con passo lieve ma deciso – ai due poli complementari che hanno ridisegnato, nel Novecento, il paesaggio della danza contemporanea: l’emozione incarnata di Pina Bausch e l’astrazione rigorosa di Merce Cunningham.

Questo è il terzo appuntamento di un progetto che intende proseguire nel tempo per attraversare argomenti che, dalla storia dell’arte, alle arti performative, alla letteratura, aprano degli scorci di sensibilità:
Michele Pascarella ci racconta come è nato e come intende proseguire:
M. Pascarella: Questo piccolo progetto nasce da un semplice e concreto desiderio di condivisione.
E da un buon consiglio: il Mahatma Gandhi diceva “sii il cambiamento che vuoi vedere”.
In un tempo di barricate, egoismi, solitudini abbruttenti credo che aprire la propria casa a chiunque lo desideri, condividere saperi con semplicità e densità e raccogliere fondi a fin di bene, tutto insieme, sia una buona pratica che mi piacerebbe moltissimo incontrare.
Non mi è mai capitato, purtroppo. E allora inizio io, seguendo il buon consiglio gandhiano.

Idealmente questi appuntamenti hanno cadenza mensile, poi dipenderà dalla risposta: sono/siamo circondati da gente infelicemente affannata che, come il coniglio di Alice, non ha tempo! non ha tempo! non ha tempo!
A febbraio il progetto A casa di Michele. Tisane, arti, culture è iniziato con OPERE APERTISSIME. attivare un nuovo sguardo sul mondo attraverso l’arte contemporanea.
È stata un’occasione per attraversare alcune delle esperienze più luminose che, dalle Avanguardie storiche a oggi, hanno reinventato il nostro modo di guardare l’arte e, forse, il mondo.
Non un riassunto di Storia dell’Arte, ma un invito a “guardarsi guardare”, per dirla con Maurice Merleau-Ponty: a scoprire come il giudizio intervenga, spesso senza che ce ne accorgiamo, e come l’esperienza estetica possa diventare un concreto esercizio di consapevolezza.
Attraverso molte immagini, brevi racconti e un gioco di sguardo, abbiamo esplorato opere e artisti che hanno inteso l’arte come attivazione, come esperienza partecipata: da Marcel Duchamp a Hannah Höch, da Allan Kaprow a Marina Abramović, da Yoko Ono a Erwin Wurm. E oltre.
A marzo abbiamo proseguito con COLMI DI FIGURE. esercizi con Elsa Morante, un dialogo divulgativo tra teatro e letteratura nato in occasione della creazione, tra il 2025 e il 2026, di uno spettacolo di Teatro Nucleo dedicato a Elsa Morante, a quarant’anni dalla morte, di cui sono stato dramaturg: Elsa Morante. Un canto per gli ultimi.
In questa occasione ho raccontato – con aneddoti, immagini e brevi video – le passioni e gli spigoli di Elsa Morante, l’arrivo in Italia di Teatro Nucleo per lavorare nel manicomio di Ferrara sull’onda della rivoluzione dell’anti-psichiatria e il loro donchisciottesco attraversamento delle strade del mondo, da oltre cinquant’anni.
Dello spettacolo ho suggerito i nutrimenti multidisciplinari che ne hanno accompagnato la nascita, il multiforme lavorio spesso nascosto e la vita invisibile che stanno dietro e dentro a ogni creatura, non solo a quelle strambe che abitano la scena.
Abbiamo letto “con le orecchie” frammenti di alcuni suoi libri, incontrato capelli arruffati e pazzarielli, gelosie e tenerezze, invettive e stupori, utopie e malinconie.

Puoi anticiparci gli appuntamenti futuri?
Dopo questo appuntamento di aprile con Pina Bausch e Merce Cunningham, il 16 maggio il progetto si sposterà a Faenza, a casa di due cari amici, per una vera e propria cena futurista.
A giugno vorrei proporre la mia Passeggiata dadaista.
A casa di Michele. Tisane, arti, culture #3, La danza di Pina Bausch e Merce Cunningham, 16.30, Forlì , Prenotazioni: 346 4076164 | michelepascarellateatro@gmail.com.
Si lascia un’offerta libera e responsabile per Gaza, che Pascarella destinerà interamente a Gazzella O.d.V., un’associazione senza fini di lucro che si occupa di assistenza, cura e riabilitazione delle bambine e dei bambini palestinesi feriti da armi da guerra, principalmente nella Striscia di Gaza.
Immagini: (1) La danza di Pina Bausch e Merce Cunningham, poster (2) Pina Bausch, Le Sacre du Printemps, 1975 (3)Merce Cunningham, Second Hand, 1970 Pina Bausch, Le Sacre du Printemps, 1975 (4) Michele Pascarella – ph Alvise Alessandro Crovato





























