Ci sono ancora pochi giorni per vedere, alla Gazelli Art House di Londra, la mostra “Networked” dell’artista e ricercatore Ernest Edmonds (nato nel 1942), che segna un punto significativo nella sua indagine pionieristica sui sistemi, l’interazione e l’estetica basata sulle macchine. Curata in collaborazione con la storica dell’arte Francesca Franco, la mostra riunisce due opere fondamentali che ripercorrono la pratica di Edmonds dai suoi primi esperimenti nella comunicazione pre-Internet alla sua più recente installazione collegata in rete a livello globale. In concomitanza con SIGGRAPH 2025 a Vancouver (10-14 agosto) e l’Anno Internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica, la mostra colloca il lavoro di Edmonds all’incrocio tra sistemi generativi, teoria della comunicazione e interazione guidata dal pubblico. Al tempo stesso giocosa e profonda, Networked esplora il modo in cui Edmonds ha costantemente sfruttato le tecnologie emergenti non solo come strumenti, ma anche come collaboratori nella creazione di nuovi tipi di esperienza estetica.

Il fulcro della mostra è la prima assoluta di Quantum Tango (2025), l’opera d’arte in rete più ambiziosa realizzata finora da Edmonds. L’opera è strutturata come un trittico interattivo in tempo reale, con ciascun pannello situato in una città diversa: Londra (Gazelli Art House), Vancouver (SIGGRAPH) e Padova (Centro Culturale San Gaetano). Le tre sedi sono collegate tramite dati in tempo reale e streaming video, consentendo ai partecipanti di ciascuna città di plasmare – ed essere plasmati da – la composizione in evoluzione attraverso la rete. Fasce di colore mutevoli, motivi e frammenti fotografici scattati da Edmonds in ciascuna città fondono la logica algoritmica con il feedback in tempo reale dei movimenti del pubblico. Allontanandosi dalla logica binaria classica della precedente arte computazionale, Quantum Tango attinge ai principi incerti e probabilistici della logica quantistica, introducendo un’apertura poetica nel modo in cui l’opera si sviluppa. Accanto a questa nuova commissione è esposta una versione recentemente ricostruita del Communication Game di Edmonds, ideato per la prima volta nel 1969, prima dell’avvento di Internet. Descritto dall’artista come una “macchina di comunicazione”, il Communication Game originale utilizzava semplici segnali luminosi per creare interazione tra partecipanti che non potevano vedersi. La sua funzione principale non era quella di trasmettere informazioni, ma di generare un’esperienza di attenzione condivisa e coinvolgimento reattivo: un ripensamento radicale di ciò che potrebbero essere sia la comunicazione che l’arte.

A differenza di un’opera d’arte convenzionale legata a un singolo oggetto, Communication Game è stata concepita come un sistema modulare e concettuale che poteva essere realizzato in molte forme. Nel corso degli anni è stata reinterpretata con tecnologie in continua evoluzione: dai circuiti costruiti a mano negli anni ’70 alle versioni basate su software negli anni ’90 e, più recentemente, alle ricostruzioni alimentate da Arduino per le mostre in Brasile e nel Regno Unito. L’attuale versione alla Gazelli Art House ripristina fedelmente la struttura originale utilizzando strumenti contemporanei, consentendo ai visitatori di interagire direttamente con un’opera che ha anticipato l’interesse odierno per l’arte mediale partecipativa e in rete.
Insieme, Quantum Tango e Communication Game rivelano il fascino duraturo di Edmonds per l’estetica dell’interazione, non come spettacolo, ma come esperienza che si dispiega attraverso il comportamento, l’attenzione e la contingenza. Il suo approccio riflette una ricerca permanente sul ruolo dei sistemi nella creatività e su come la tecnologia possa servire non a sostituire l’artista, ma ad ampliare lo spazio delle possibilità estetiche.
(dal comunicato stampa)
Ernest Edmonds: Networked, a cura di Francesca Franco, Gazelli Art House, Londra, fino al 13 settembre, 2025
Pioniere nello sviluppo dell’arte computazionale, il lavoro di Ernest Edmonds rappresenta una pietra miliare nel campo dell’arte generativa e interattiva. Sostenuto dalle tradizioni artistiche concrete, costruttiviste e del color field, l’attenzione alle strutture e alle interazioni è fondamentale nella pratica di Edmonds. Specializzato in informatica creativa, la ricerca dell’artista sulla percezione umana ha dato forma a forme elementari generate al computer con colori accattivanti. Nato a Londra, Edmonds ha studiato matematica e filosofia e ha conseguito un dottorato in logica. Nella sua produzione artistica, Edmonds è passato dagli oli e dagli acrilici al suo primo utilizzo del computer nel 1968, per poi esporre la sua prima opera interattiva basata sul computer con Stroud Cornock nel 1970, la sua prima opera in rete nel 1971 e il suo primo video generativo basato sul tempo, Fragment, nel 1985. Nel 2017, Edmonds ha ricevuto il premio ACM SIGGRAPH Distinguished Artist Award per i risultati ottenuti nel corso della sua carriera nell’arte digitale. Ha esposto in tutto il mondo, da Mosca a Londra, Berlino, Washington DC, Rotterdam, Pechino e Sydney. A Rio de Janeiro, nel 2015, ha esposto insieme ad altri pionieri, Harold Cohen, Frieder Nake e Paul Brown, e a Venezia, nel 2017, ha partecipato a un’altra importante mostra di artisti informatici pionieri con Manfred Mohr, Vera Molnar, Frieder Nake e Roman Verotkso. Le mostre retrospettive di Edmonds includono quelle presso Microsoft Research Asia, Pechino, De Montfort University, Leicester e Mosman Art Gallery, Sydney. Ha scritto numerose pubblicazioni sull’arte digitale, l’interazione uomo-computer e la creatività.
Immagini: (cover 1-2) Ernest Edmonds, “From Quantum Tango”, 2025, courtesy l’ Artista (2) Ernest Edmonds, “Networked”, Gazelli Art House, panoramica d’installazione (3) Ernest Edmonds, “Notes on Communication Game”, 2000, courtesy l’Artista





























