Cosa accade quando un’opera d’arte passa dal rappresentare i problemi ecologici a diventare strumento ecologico? Gli artisti che lavorano in modo interdisciplinare per affrontare le sfide ecologiche stanno creando strumenti che ampliano il nostro modo di comprendere e rispondere al cambiamento climatico.
Durante la Climate Week NYC e nelle due settimane successive, MESH_ARTS, in collaborazione con BioBAT Art Space, ha presentato una mostra che mette in luce pratiche innovative che hanno generato strumenti incentrati sull’adattamento atmosferico (trasformando la luce solare in acqua) e su altre conversioni creative che contribuiscono a fornire aiuto. La mostra considera la pratica artistica come un modo per costruire infrastrutture ecologiche e pedagogia pubblica, dove la collaborazione interdisciplinare dà origine a nuove forme di alfabetizzazione ambientale e immaginazione civica. La mostra sarà accompagnata da conferenze pubbliche e laboratori comunitari.
Questo programma dimostra come la collaborazione creativa possa coltivare l’alfabetizzazione ambientale, costruire infrastrutture condivise e collegare la pratica artistica all’azione per il clima. Gli artisti che operano in modo interdisciplinare per affrontare le sfide ecologiche stanno creando strumenti che ampliano il modo in cui comprendiamo e rispondiamo al cambiamento climatico.
Stanno riposizionando l’attenzione dall’artista come produttore all’artista come facilitatore, educatore e costruttore di infrastrutture. Sempre più spesso, queste pratiche interdisciplinari hanno generato nuove forme di conoscenza collettiva, azione e creazione di strumenti.
Attraverso collaborazioni tra arte, scienza, ingegneria e tecnologia, trasformano la ricerca empirica in nuovi modi di operare. Questi artisti lavorano con le forze della natura piuttosto che limitarsi a rappresentarle.
Nella loro pratica è insito un ponte verso proposizioni speculative, apprendimento e futuri possibili. I loro risultati creativi sono ecologici, accessibili e pedagogici, generando strumenti tangibili che favoriscono la partecipazione e l’azione collaborative.
(dal comunicato stampa)
Retooling, a cura di Elena Soterakis (BioBAT Art Space), Isabella Indolfi & Paige King (MESH_ARTS)
The Old American Can Factory, New York, 22.09-11.10-2026, Orari mostra: Giovedi / Venerdi / Sabato 1:00-6:00pm
Con il supporto di: WAN: Art & Tech Creators Global Network, Toolshed, Solar Power for Artists, Storydeep.Scientific partner: Sony Computer Science Laboratories – Rome
Artisti e speakers: Alex Nathanson, Casey Ivanovich, Denise Lanzieri, Edward Morris, Esteban Agosin, Frederick Bernas & Nico Muñoz, Gesche Würfel, Joaquin Fargas, Katie Fisher, Laura Splan, Luis Medina, Mari Nagem, Marina Komiya, Mary Mattingly, Morakana, Peter Yeadon & SPARK IP, Thiago Hersa
Prossimi eventi:
Sunday 4 Oct:
4:00-5:00 pm. Talk: Esteban Agosin (Artist) + Luis Medina (Scientist)
5:00-6:00 pm _ Talk: Morakana (artist) + Serena Wessely (GenSpace Lab Manager)
Sunday 11 Oct
4:00-5:00 pm _ Talk: Peter Yeadon & SPARK IP
5:00-6:00 pm _ Talk: Edward Morris (Artist) + Mary Mattingly (Artist)
6:00-8:00 pm _ Closing reception
Vedi qui il sito per il programma completo e aggiornato degli eventi
immagini: (cover 1 ) Joaquin Fargas, « Rabdomante», 2020 (2) Retooling, poster, 2026 (3) Morakana, «Inoculated», 2024 (4) Esteban Agosin, «Camanchaca»

































