Gli artisti Bianco-Valente, selezionati dalla curatrice Benedetta Carpi De Resmini, hanno realizzato un’opera pubblica e diffusa sul territorio di Ercolano nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana Connecting Code, vincitore del bando Creative Living Lab V 2023 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura Italiano.
L’obiettivo principale di Connecting Code è stato quello di creare interventi artistici site-specific attraverso la partecipazione attiva di tutta la comunità cittadina con un approccio inclusivo in ogni fase del processo creativo.
La curatrice Carpi De Resmini: «Abbiamo fin da subito condiviso la scelta di lavorare sulle connessioni. L’immagine che è emersa immediatamente ai miei occhi è stata proprio l’opera La mia generazione: espressione del legame che gli artisti hanno percepito, delle persone con il territorio. Ercolano ha delle radici profonde che emergono in superficie, un po’ come un rizoma definito come un fusto perenne, prostrato e per lo più sotterraneo». Gli artisti hanno creato queste connessioni tramite la sollecitazione dei singoli partecipanti arrivando alla costruzione di 3 opere, ognuna con una sua specificità.
Bianco-Valente: «Dopo il primo sopralluogo fatto esattamente un anno fa, abbiamo iniziato a lavorare ad Ercolano a settembre del 2023 e immaginavamo di dover attivare delle interazioni con persone più dure, un po’ perse dietro alle strette contingenze del quotidiano. Ci ha invece molto sorpreso scoprire che lì esiste un ampio margine di dolcezza nelle persone, soprattutto nelle giovani generazioni, ma non esclusivamente in queste. Commercianti attivi, artisti visivi, giovani imprenditori pronti ad operare come produttori musicali, artigiani che sorridono e hanno la luce negli occhi mentre ti parlano della missione che si sono dati: produrre bellezza. Dopo qualche puntata a Ercolano è sembrato che i duri, quelli con lo sguardo corto che corrono dietro al quotidiano, fossimo noi! Abbiamo così deciso di seguire i flussi energetici che emanano le persone, ascoltato le storie, provato a leggere gli sguardi, i gesti, le posture del corpo, abbiamo guardato sia il dito che la Luna».
Le tre opere realizzate sono legate tra di loro da un unico filo conduttore: i QR code. Ogni codice attivabile con il proprio device, rimanda alle voci degli abitanti ercolanesi che hanno partecipato ai numerosi laboratori nella città.

La prima di queste opere, posizionata nell’area della seconda traversa mercato anche chiamata ‘A Ruana (MAV), è un mosaico, che ricorda le pareti e i pavimenti antichi del Parco Archeologico e il tondo della facciata della Basilica di Pugliano. Ciò che rende questa opera unica è il suo materiale: ceramiche d’uso quotidiano come piatti, bicchieri e tazzine fornite direttamente dagli abitanti di Ercolano, che andranno a fare da contorno al grande nodo centrale, in tessere di pietra. Il mosaico si ispira sia ai disegni dei nodi realizzati durante i laboratori, che ai mosaici del Parco Archeologico. Il pattern che fa da cornice al grande nodo centrale si ispira agli abiti di seconda mano del famoso mercato dell’usato di Resina.

La fantasia dei tessuti ritorna nella seconda opera, un grande QR code situato nel cuore del mercato vintage di Resina. Questo codice rimanderà ad una fotografia iconica realizzata all’interno del Warehouse Vintage Store che ritrae il movimento di selezione e controllo degli abiti e che trae ispirazione dalla tradizione locale tipica del mestiere di vendita, tramandato oramai da generazioni.
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Infine, all’interno della piazza Carlo di Borbone in Via Mare, si trova l’installazione ispirata ad una delle immagini votive della Madonna dell’Arco, circondata da nodi che Bianco-Valente hanno colto come metafora di connessione. Nelle formelle della Piazza, gli artisti ritraggono l’outline dell’azione delle mani delle persone nell’atto di realizzare dei nodi. I vari partecipanti ai laboratori, divisi in coppie, venivano infatti invitati a realizzare un nodo insieme, utilizzando la «seconda» mano.
Le tre opere quindi, legate tra di loro dal comune denominatore delle «interconnessioni» attivate durante lo sviluppo del progetto, rappresentano le identità e le aspirazioni della città mostrando le molteplici sfaccettature di Ercolano: non solo culla dell’archeologia, ma città contemporanea, dalle credenze religiose e tradizioni popolari.
L’evento finale di Connecting Code si è tenuto venerdì 20 settembre, in Piazza Carlo di Borbone, un nuovo spazio pubblico che affaccia sul parco archeologico e il golfo di Napoli, riconnettendo città antica e città moderna. Un progetto di rigenerazione urbana cominciato nel 2023 e realizzato grazie al partenariato tra Comune di Ercolano, Ministero della Cultura – Parco Archeologico di Ercolano ed il Packard Humanities Institute – Istituto Packard Beni Culturali. Gli artisti hanno attraversato i tre luoghi interessati dal progetto, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire le installazioni permanenti di Bianco – Valente e di partecipare a momenti di riflessione e dialogo sulla cultura e l’identità urbana.
(dal comunicato stampa)
Bianco Valente. Connecting Code, Bendetta Carpi De Resmini, Ercolano, 2024
Connecting Code è un progetto di Variabile K, realizzato in collaborazione con CAP – Cities Art Projects con la cura di Benedetta Carpi De Resmini, con il sostegno finanziario dell’Istituto Packard per i Beni Culturali e il coinvolgimento del Parco Archeologico di Ercolano, della Fondazione Cives Museo MAV, de La Locanda di Emmaus ODV, di Seme di Pace, con il patrocinio del Comune di Ercolano.
Immagini (cover 1-2-3) Bianco-Valente, Connecting Code, 2024 foto © Bianco-Valente (4)Connecting Code, foto © CAP – Cities Art Projects (5) Bianco-Valente, Con Tatto, 2024, mosaico con tessere in marmo, Via Panto, Ercolano, mosaicista Federica Castro (6) Bianco-Valente, Seconda Mano,Seconda Mano, 2024, Piazza Carlo di Borbone. Ercolano





























