Come ogni anno, la mostra e i giorni che seguono con il festival di arti intermediali “Ibrida” a Forlì si presentano come due momenti di ricerca e di scambio che vanno al di là dell’evento. Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, autori e curatori di questa iniziativa da undici anni, ancora una volta mettono da parte la loro autorialità di artisti e si aprono alla panorama italiano e internazionale della ricerca multimediale di cui loro stessi sono parte, arricchiscono il territorio di offerta culturale, e si mettono in gioco attraverso un altro tipo di professionalità e in uno scambio che ogni anno arricchisce un network di artisti, ricercatori e istituzioni, in numero e in diversità.

Così introducono la mostra i curatori di Vertov Project che comprende videoarte, installazioni interattive, realtà virtuale, realtà aumentata, intelligenza artificiale, mixed reality e sperimentazione audiovisiva: «Il progetto è nato attorno alla parola ‘interferenza’, intesa non come errore o disturbo da eliminare, ma come possibilità di deviazione, trasformazione e apertura verso qualcosa di inatteso.

Pur nella diversità dei linguaggi e delle poetiche, le opere riunite in Interference attraversano alcune delle questioni più urgenti del presente: il corpo e le sue trasformazioni, la costruzione dell’identità, la memoria personale e collettiva, il rapporto con il paesaggio, le dinamiche del potere e il modo in cui le immagini influenzano la nostra percezione della realtà».

E ancora… «Viviamo in un’epoca in cui le immagini, le informazioni e persino le relazioni sono sempre più filtrate dagli algoritmi, che tendono a mostrarci ciò che già conosciamo, ciò che ci somiglia e ciò che conferma le nostre preferenze» aggiungono «Interference vuole interrompere questa continuità prevedibile e invitare il pubblico a rallentare, osservare e incontrare qualcosa che non stava necessariamente cercando».

Nell’idea di restituire visibilità alla forza di ricerche artistiche femminili, da anni presenti nella scena internazionale, così le inquadrano Leoni e Mastrangelo nell’ottica del loro criterio di selezione: «Sono artiste che utilizzano tecnologie avanzate, dirigono gruppi interdisciplinari, collaborano con ricercatori, programmatori e istituzioni scientifiche e hanno costruito percorsi professionali autonomi e autorevoli. La mostra vuole rappresentare un’interferenza anche all’interno del sistema dell’arte, dove il contributo delle donne alla sperimentazione tecnologica non sempre riceve un riconoscimento proporzionato alla sua importanza. Queste artiste dimostrano che le donne non sono presenze marginali nell’arte digitale, ma protagoniste dell’invenzione dei suoi linguaggi».

Come ogni anno, la mostra precede e segue i quattro intensi giorni di Festival che ci attendono dal 17 al 20 ottobre dove, ai lavori delle artiste in mostra si aggiungeranno performance, incontri e workshop nel suggestivo spazio della Fabrica delle candele.
Interference. The image is never just an image, a cura di Vertov Project (Francesca Leoni, Davide Mastrangelo), Fondazione Dino Zoli, Forlì, 01.09 – 11.09.2026. Consulta qui il sito per gli orari di visita della mostra (ingresso gratuito) e per il programma aggiornato e completo del Festival Ibrida, 17-20.09.2026
La mostra è sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Forlì, dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Fondazione Cassa dei Risparmi. Ha il supporto di BCC ravennate, forlivese e imolese e di Romagna Iniziative. Con opere di: Chiara Passa, Rä di Martino, Rebecca Merlic, Anaisa Franco, Elena Bellantoni, Francesca Grilli, Giuliana Cunéaz, Debora Hirsch, Kika Nicolela, Aline Motta, biarritzzz e Özge Samancı.
immagini: (cover 1) Aline Motta, «Se o mar tivesse varandas», 2017 (2) Francesca Grilli, «Rays», 2021, foto: Karolien Chromiak (3) Elena Bellantoni, «Ruinate», 2026 (4) Giualiana Cuneaz, «Nahuales», 2024, courtesy of the artist (5) Ra di Martino, «Fx Dream», 2018






























