Special Project # 10, Elena Bellantoni - Mariana Ferratto, Tutorial Sirtaki, February - May 2017

Scienza, immaginazione e design

by Arshake |     11 aprile 2017

Gufram, il brand che ha portato nel mondo il radical design, presenta in occasione della Salone del Mobile 2017 Planet Gufram. Una strana energia interplanetaria invade gli spazi della Mediateca Santa Teresa dando la possibilità a tutti di visitare un nuovo mondo, una dimensione creativa folle in cui forma e funzione, apparenza e sostanza sono sovvertite.

Immaginazione e desiderio di sfuggire alla dimensione gravitazionale hanno spinto da sempre l’uomo a cercare mondi lontani. Letteratura arte e design hanno dato forma a questa immaginazione.

“Ricercando negli archivi abbiamo scoperto che già alla fine degli anni ’60 i designer e gli artisti che collaboravano con Gufram erano riusciti a stabilire delle relazioni con un’altra dimensione” svela Charley Vezza, Global Creative Orchestrator del marchio. “Era il 1967 e il matematico Tullio Regge aveva appena creato Detecma, il primo oggetto di arredo progettato con un calcolatore elettronico. La sua forma toroidale riusciva a creare un tunnel spazio-temporale attraverso cui poter avere le prime visioni immersive e osservare un pianeta lontano dove sculture straordinarie nascevano dal suolo”.

La recente scoperta rilasciata dalla NASA della scoperta del sistema planetario Trappist 1 alimenta il design a spingersi oltre e ad immaginare e formalizzare questo sistema planetario traducendolo e tranlsandolo in oggetti di design inseriti in una scenografia realizzata dal collettivo Italian Radical Design che ha interessato la Mediateca Santa Teresa a Milano, abitanti di una versa e propria biosfera creata per la loro “vita”.

Nel cortile un enorme bozzolo preserva un giardino fatto di Cactus e di giganteschi fiori Bloom di Marcel Wanders, mentre Ron Ron, uno strano animale peloso battezzato così dall’artista Marion Baruch, scorrazza liberamente. Nell’ambito di questo progetto l’artista Samuel Di Blasi rivisita il tema dei sassi di Piero Gilardi, re-interpreta habitat naturali e modella in poliuretano le pietre fossili di un pianeta lontano che contaminano gli spazi come una coltura spontanea extraterrestre. Crops Rock si cristallizza come un polimero impazzito, si moltiplica e si ricrea in forme inattese e infine sboccia negli elementi colorati della collezione Gufram 2017.

 immagini: (cover 1 – 3 – 4 – 5) PLANET GUFRAM – photo Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti (2) Gufram  – BLACK GLOBE

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